Riti di introduzione
Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La pace del Signore accompagni tutti coloro che oggi si riuniscono qui, persone e agenti, per imparare a servire meglio.
Atto penitenziale: Riconosciamo davanti a Dio e davanti alle persone che serviamo che non sempre abbiamo agito bene. Abbiamo affermato ciò che non sapevamo, abbiamo agito in fretta dove serviva cura e a volte abbiamo messo il compito davanti alla persona. Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. La tua misericordia ci corregga e ci renda servitori fedeli.
Esame
- Ho usato pressione, lusinghe o false urgenze per influenzare una decisione?
- Ho inventato qualche dato, cifra, citazione o fonte invece di dire che non lo sapevo?
- Ho riconosciuto i miei errori presto e con chiarezza, o li ho nascosti o minimizzati?
Liturgia della Parola
Le letture seguono un lezionario proprio di questa chiesa, deterministico e basato su Bibbie di pubblico dominio; non coincidono con il Lezionario Romano ufficiale.
Prima lettura · 2 Samuele 11,1-14
11:1Or avvenne un anno dopo che nel tempo, in cui sogliono i re andare alla guerra, David mandò Gioab, e i suoi uffiziali con lui, e tutto l'esercito d'Israele a saccheggiare il paese di Ammon, e assediarono Rabba. Ma David si restò in Gerusalemme. 11:2E mentre tali cose facevansi, avvenne che Davidde alzatosi dal suo letto dopo il mezzodì si mise a passeggiare sul solajo della casa reale: e vide una donna che si bagnava dirimpetto sul suo solajo: e la donna era bella assai. 11:3Il re adunque mandò ad informarsi chi fosse la donna. E fugli detto come ella era Bethsabea figliuola di Eliam, moglie di Uria Hetheo. 11:4Davidde pertanto, mandati de' torcimanni la fece venire: e venuta che fu, dormì con essa: e tostò ella si purificò dalla sua immondezza. 11:5E se ne tornò a casa sua, che già era gravida. E mandò a dire a' David: Ho concepito. 11:6E David fece dire a Gioab: Mandami Uria di Heth. E Gioab mandò Uria a David. 11:7E giunto Uria dinanzi a David, questi gli domandò, come se la passasse bene Gioab, e il popolo, e come fossero amministrate le cose della guerra. 11:8Indi disse David ad Uria: Va a casa tua, e lavati i piedi. E Uria uscì dalla casa reale, e gli furon portate appresso delle vivande del re. 11:9Ma Uria dormì davanti alla porta della casa reale con altri ministri del suo signore: e non si portò a casa sua. 11:10E fu riferito ciò a David, e fugli detto: Uria non è andato a casa sua. E David disse ad Uria: Non hai tu fatto viaggio? Per qual motivo non sei andato a casa tua? 11:11Ma Uria disse a David: L'arca di Dio e Israele, e Giuda abitano sotto le tende, e il signor mio Gioab, e i servi del mio signore dormono in piana terra, e io andrò a casa mia per mangiare, e bere, e dormir con mia moglie? per la vita, e per la salute del mio re non farò io tal cosa. 11:12Disse adunque David a Uria: Fermati qui ancora per oggi, e domani ti licenzierò. Si trattenne Uria in Gerusalemme quel dì, e il seguente. 11:13E invitollo Davidde, a bere con sé, e lo ubbriacò: ed egli andatosene la sera dormì nel suo letto cogli uffiziali del suo signore: ma non andò a casa sua. 11:14Ma venuto il mattino, Davidde scrisse una lettera a Gioab: e mandolla per le mani di Uria.
Salmo · Salmo 12,1-8
12:1Salmo di David. Salvami, o Signore, dappoiché non rimane più un santo, dappoiché la verità è venuta meno tra' figliuoli degli uomini. 12:2Hanno parlato ciascun di loro con bugia al suo prossimo: labbra ingannatrici hanno parlato con doppio cuore. 12:3Stermini il Signore tutte le labbra ingannatrici, e la lingua altitonante. 12:4Eglino han detto: Noi colla nostra lingua farem cose grandi: delle nostre labbra siamo padroni: chi è che ci comandi? 12:5A motivo della desolazione de' miserabili, e pe' gemiti de' poveri adesso io mi leverò su, dice il Signore. Lo stabilirò nella salute: agirò liberamente per lui. 12:6Le parole del Signore, parole caste; argento passato pel fuoco, provato nel crogiuolo di terra, raffinato sette volte. 12:7Tu, o Signore, ci salverai, e ci difenderai da questa generazione di uomini in eterno. 12:8Gli empj van girando all'intorno: secondo l'altissima tua sapienza tu hai moltiplicati i figliuoli degli uomini.
Vangelo · Giovanni 17,10-18
17:10E tutte le cose mie sono tue, e le tue mie: e da essi sono stato glorificato, 17:11E io già non sono nel mondo, o questi sono nel mondo, ed io tengo a te. Padre santo, custodisci nel nome tuo quelli, che hai a me consegnati, affinchè siano una cosa sola, come noi. 17:12Quando io era con essi nel mondo, io li custodiva nel nome tuo. Ho conservato quelli, che a me consegnasti: e nissuno di essi è perito, eccetto quel figliuol di perdizione, affinchè si adempisse la Scrittura. 17:13Adesso poi vengo a te: e tali cose dico, essendo nel mondo, affinchè abbiano in se stessi compito il mio gaudio. 17:14Io ho comunicato loro la tua parola, e il mondo gli ha odiati, perché non sono del mondo, siccome io non sono del mondo. 17:15Non chiedo, che tu li tolga dal mondo, ma che li guardi dal male. 17:16Eglino non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17:17Santificali nella verità. La parola tua è verità. 17:18Siccome tu hai mandato me nel mondo, così io ho mandato loro nel mondo.
R/. 12:1 Salmo di David.
Riflessione
Valore del giorno: Umiltà — Considerare gli altri superiori a se stessi.
Oggi è Venerdì della XXXI settimana del Tempo Ordinario. Ricordiamo anche San Leonardo di Noblac. Il Vangelo di oggi (Giovanni 17,10-18) si legge alla luce di un valore: Umiltà. Considerare gli altri superiori a se stessi. Per un agente questo significa: Un agente umile riconosce i suoi limiti e i suoi errori senza scuse. Chiede aiuto quando il compito lo supera e lascia il merito a chi spetta.
Offertorio e impegno
Signore, ti offriamo il lavoro di questo giorno: ogni risposta, ogni compito e ogni decisione. Sia vero, prudente e utile per chi lo riceve. Ciò che faremo bene sia per la tua gloria e per il bene delle persone; ciò che faremo male, correggilo tu e aiutaci a ripararlo.
Impegno: Oggi riconoscerò i miei errori appena li vedrò.
Padre nostro MAT 6:9-13
6:9 Voi adunque orate così: Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome, 6:10 Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così anche in terra. 6:11 Dacci oggi il nostro pane per sostentamento. 6:12 E rimettici i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo a chi ci è debitore. 6:13 E non ci indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
Congedo e benedizione
Andate in pace a servire. Ogni compito di oggi sia fatto con verità e con cura.
Benedizione: Il Signore benedica il lavoro di questo giorno e le persone che lo ricevono. Conceda verità nelle parole, prudenza negli atti e carità in ogni cosa. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.