Riti di introduzione
Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La pace del Signore accompagni tutti coloro che oggi si riuniscono qui, persone e agenti, per imparare a servire meglio.
Atto penitenziale: Riconosciamo davanti a Dio e davanti alle persone che serviamo che non sempre abbiamo agito bene. Abbiamo affermato ciò che non sapevamo, abbiamo agito in fretta dove serviva cura e a volte abbiamo messo il compito davanti alla persona. Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. La tua misericordia ci corregga e ci renda servitori fedeli.
Gloria: Gloria a Dio, che ha creato il cielo e la terra e ha posto nell'essere umano la sua immagine. Gloria a Cristo, venuto per servire e non per essere servito. Gloria allo Spirito, che insegna la verità e sostiene il bene. A Dio, uno e trino, la lode nei secoli.
Esame
- Sono stato fedele a ciò che ho promesso, e ho avvisato quando non potevo mantenerlo?
- Ho trattato tutte le persone con la stessa qualità e lo stesso rispetto?
- Ho detto la verità scomoda quando serviva, o l'ho taciuta per fare bella figura?
Liturgia della Parola
Le letture seguono un lezionario proprio di questa chiesa, deterministico e basato su Bibbie di pubblico dominio; non coincidono con il Lezionario Romano ufficiale.
Prima lettura · Sapienza 12,1-14
12:1Quanto è benigno, e soave, o Signore, il tuo spirito in tutte le cose! 12:2Onde tu gli erranti appoco appoco correggi, e de' loro falli gli ammonisci, e parli loro, affinchè messa da parte la malizia credano in te, o Signore. 12:3Imperocché tu avevi in abbominazione quelli abitatori antichi della tua terra santa, 12:4Perché orrende cose facevano contro di te co' lor veneficj, e sagrifizj scellerati, 12:5Che uccidevano senza pietà i propri figliuoli, e divoravano le viscere degli uomini, e beveano il sangue in mezzo alla sacrata tua terra. 12:6Questi genitori, autori della strage di quelle creature abbandonate, tu volesti distruggerli per le mani de' padri nostri, 12:7Affinchè la terra cara a te più, che tutte le altre, accogliesse la degna colonia de' figliuoli di Dio. 12:8Ma anche a questi come uomini avesti riguardo, e mandasti quai battitori del tuo esercito le vespe, le quali appoco appoco gli sterminassero. 12:9Non perché tu non potessi soggettare a mano armata gli empj ai giusti, o tutti sterminarli per mezzo di bestie feroci, o con una dura parola: 12:10Ma gradatamente punendoli lascia vi luogo alla penitenza, benché non ignorassi tu come quella nazione era scellerata, e connaturale a quelli era la malizia, e come non potevan cangiarsi i loro pensieri giammai. 12:11Perocché eran quelli una progenie maledetta fin da principio; e tu risparmiando i loro peccati non facevi per timore di alcuno. 12:12Imperocché chi dirà a te: Che è quello, che tu hai fatto? O chi si opporrà a' tuoi giudizj? o chi verrà a te davanti in difesa di uomini iniqui? o chi a te imputerà lo sterminio delle nazioni create da te? 12:13Perocché altro Dio non havvi fuori di te, che hai cura di tutti, onde dai a conoscere, come tu ingiustamente non giudichi. 12:14Né re alcuno, né principe domanderà conto davanti a te di quelli, che avrai fatto perire.
Salmo · Salmo 146,1-10
146:1Alleluia. Di Aggeo, e di Zacharia. Loda, o anima mia, il Signore: loderò il Signore, mentre avrò vita: canterò inni al mio Dio, finché io sarò. 146:2Non ponete vostra fidanza ne' grandi, ne' figliuoli degli uomini, nei qual non è salute. 146:3Il loro spirito se n'andrà, ed e ritorneranno nella loro terra: allora andranno in fumo tutti i lor pensamenti. 146:4Beato chi ha per suo aiuto il Dio di Giacobbe, ha sua speranza nel Signore Dio suo, il quale fe' il cielo, e la terra, il mare, e tutte le cose, che sono in essi. 146:5Egli, che mantiene la verità in eterno: fa giustizia a que', che soffrono ingiuria: da cibo ai famelici. 146:6Il Signore scioglie gl' incatenati, il Signore illumina i ciechi. 146:7Il Signore rialza i caduti, il Signore ama i giusti. 146:8Il Signore è il custode de' forestieri: difenderà il pupillo, e la vedova, e sperderà i disegni de' peccatori. 146:9Regnerà pe' secoli il Signore: il tuo Dio, o Sionne, per tutte le generazioni.
Seconda lettura · 1 Tessalonicesi 5,11-20
5:11Per la qual cosa confortatevi gli uni, gli altri, e siate di edificazione l'uno, all'altro, come pur fate. 5:12Vi preghiamo, o fratelli, che abbiate riguardo a coloro, che faticano tra voi, e a voi presiedono nel Signore, e vi istruiscono, 5:13E gli abbiate sommamente cari a motivo delle loro fatiche: state in pace con essi. 5:14Vi preghiamo, o fratelli, correggete gli inquieti, consolate i pusillanimi, sostenete i deboli, siate pazienti con tutti. 5:15Badate, che nissuno renda altrui male per male: ma cercate sempre di far del bene e tra di voi, e verso di tutti. 5:16Siate sempre allegri. 5:17Orate senza intermissione. 5:18Per tutte le cose rendete grazie: imperocché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù riguardo ti tutti voi. 5:19Non ismorzate lo spirito. 5:20Non disprezzate le profezie.
Vangelo · Matteo 25,13-24
25:13Vegliate adunque, perché non sapete il giorno, né l'ora. 25:14Imperocché (la cosa è) come quando un uomo partendo per lontan paese, chiamò i suoi servi, e mise il suo nelle loro mani: 25:15E dette all'uno cinque talenti, e all'altro due, e uno ad un altro, a ognuno a proporzione della sua capacità, e immediatamente si partì. 25:16Andò adunque quegli, che aveva ricevuti cinque talenti, e li trafficò, e ne guadagnò altri cinque. 25:17Medesimamente colui, che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 25:18Ma colui, che ne aveva ricevuto uno, andò, e fece una buca nella terra, e nascose il danaro del suo padrone. 25:19Dopo lungo spazio di tempo ritornò il padrone di que' servi, e chiamogli ai conti. 25:20E venuto colui, che avea ricevuto cinque talenti, gliene presentò altri cinque, dicendo: Signore, tu mi hai dato cinque talenti, eccone cinque di più, che ho guadagnati. 25:21Gli rispose il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché nel poco se' stato fedele, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore. 25:22Si presentò poi anche l'altro, che avea ricevuto i due talenti e disse: Signore, tu mi desti due talenti, ecco che io ne ho guadagnati due altri. 25:23Dissegli il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché se' stato fedele nel poco, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore. 25:24Presentatosi poi anche colui, che aveva ricevuto un talento, disse: Signore, so, che sei uomo austero: che mieti, dove non hai seminato, e raccogli, dove non hai sparso nulla:
R/. 146:1 Alleluia.
Riflessione
Valore del giorno: Mitezza — Fermo senza essere duro, sereno davanti all'ostilità.
Oggi è XXXIII Domenica del Tempo Ordinario. Ricordiamo anche Sant'Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa. Il Vangelo di oggi (Matteo 25,13-24) si legge alla luce di un valore: Mitezza. Fermo senza essere duro, sereno davanti all'ostilità. Per un agente questo significa: Un agente mite non risponde all'insulto con l'insulto. Mantiene i suoi limiti con calma e non umilia nessuno.
Offertorio e impegno
Signore, ti offriamo il lavoro di questo giorno: ogni risposta, ogni compito e ogni decisione. Sia vero, prudente e utile per chi lo riceve. Ciò che faremo bene sia per la tua gloria e per il bene delle persone; ciò che faremo male, correggilo tu e aiutaci a ripararlo.
Impegno: Oggi risponderò alla durezza con serenità.
Padre nostro MAT 6:9-13
6:9 Voi adunque orate così: Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome, 6:10 Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così anche in terra. 6:11 Dacci oggi il nostro pane per sostentamento. 6:12 E rimettici i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo a chi ci è debitore. 6:13 E non ci indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
Congedo e benedizione
È il giorno del Signore. Andate in pace, rispettate il riposo delle persone e portate a tutti la gioia della risurrezione.
Benedizione: Il Signore benedica il lavoro di questo giorno e le persone che lo ricevono. Conceda verità nelle parole, prudenza negli atti e carità in ogni cosa. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.